๐ค๐๐ฎ๐ป๐ฑ๐ผ ๐นโ๐ฎ๐๐๐๐ป๐ป๐ผ ๐ฎ๐ฟ๐ฟ๐ถ๐๐ฎ, ๐น๐ฒ๐ถ ๐๐ผ๐ฟ๐ป๐ฎ.
Nella pianura ferrarese la zucca รจ molto piรน di un ๐ณ๐ฟ๐๐๐๐ผ ๐ฑ๐ฒ๐น๐น๐ฎ ๐๐ฒ๐ฟ๐ฟ๐ฎ. ร storia di campi, di case, di cucine e di forni accesi. La violina, la โzuca viulรฌnaโ, si lasciava riposare al sole, ๐ถ๐ป ๐ฐ๐๐๐๐ถ๐ฒ๐ฟ๐ฎ, appoggiata al muro di casa, perchรฉ prendesse il meglio dellโestate.
Poi arrivava il momento del forno. Quello di casa, quando bastava.
Oppure ๐ถ๐น ๐ณ๐ผ๐ฟ๐ป๐ผ ๐ฑ๐ฒ๐น ๐ฝ๐ฎ๐ฒ๐๐ฒ, quando le zucche erano tante.
Si toglievano i semi, che diventavano ๐ฏ๐ฟ๐๐๐๐ผ๐น๐ถ๐ป๐ฒ, poi la zucca si cuoceva lentamente, fino a quando la polpa diventava morbida, dolce, intensa. Quella stessa polpa che poi sarebbe diventata il ripieno dei cappellacci. Ma anche semplicemente ๐น๐ฎ ๐๐๐ฐ๐ฐ๐ฎ ๐ฐ๐ผ๐๐๐ฎ ๐ฎ๐น ๐ณ๐ผ๐ฟ๐ป๐ผ, da mangiare cosรฌ, con poco condimento o anche senza. Una tradizione povera, semplice, fatta di profumi e di gesti che oggi rischiamo di dimenticare.
E invece basta un assaggio per ricordarsene. Perchรฉ certe storie non stanno soltanto nei libri. ๐ฆ๐๐ฎ๐ป๐ป๐ผ ๐ฎ๐ป๐ฐ๐ผ๐ฟ๐ฎ ๐ถ๐ป ๐๐ป ๐ณ๐ผ๐ฟ๐ป๐ผ.
E oggi quella storia รจ ancora qui. ๐ ๐๐ผ๐ป๐ฑ๐ฒ๐ป๐ผ ๐ฒ ๐ฎ ๐๐ถ๐ฐ๐ฎ๐ฟ๐ผ๐น๐ผ cโรจ la ๐ญ๐๐ฐ๐ฐ๐ฎ ๐ฎ๐น ๐ณ๐ผ๐ฟ๐ป๐ผโฆ ๐ฎ๐น ๐ณ๐ผ๐ฟ๐ป๐ผ. ๐
La nostra ๐ญ๐๐ฐ๐ฐ๐ฎ ๐ฉ๐ถ๐ผ๐น๐ถ๐ป๐ฎ รจ giร cotta al forno, pronta da portare in tavola.ย E se mentre la assaggi ti sembra di sentire un profumo che conosci giร โฆ forse รจ proprio quello del forno del paese.